Lug 25, 2012
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Secondo me l’arte non nasce necessariamente dalla sofferenza o dal dolore: sono quasi certa, per il poco che ne so, che nasca dal desiderio.

Quello che fa male alla creazione artistica non è l’allegria ma la soddisfazione, che ci adagia nella mollezza dell’appagamento, che ci spinge al languore figlio della sazietà.

Fortunatamente per noi, gli artisti spesso e volentieri sono anime inquiete, che non indugiano nello stato di benessere raggiunto ma inventano di volta in volta nuove ambizioni, e trovano nella perenne insoddisfazione, che è propria della loro indole, carburante e stimolo per la ricerca continua di un vero, definitivo compimento (compimento che non è concretizzabile e che quindi diventa esso stesso massimo spasimo, pretesa dell’impossibile, desiderio estremo).

Questa è anche la ragione per cui chi si dedica all’arte è considerato spesso, e non a torto, un essere insopportabile, inaffidabile, sregolato. Perché il desiderio, quando non si placa mai, consuma qualunque equilibrio.

Perchè l’arte scaturisce più facilmente dal dolore e dalla sofferenza che non dall’allegria e dalla serenità? (una domanda interessante)

(Fonte: mistro)

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